Start up innovative – registro imprese e disciplina fiscale

 

L’art. 25 del decreto  n. 179 del 18 ottobre 2012 (cosiddetto Decreto Crescita)  convertito nella Legge n. 122 del 21 dicembre 2012, prevede, tra le altre, misure di favore per la nascita e lo sviluppo di imprese “start-up innovative”.

La start-up innovativa si definisce come una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano oppure Societas Europea, le cui azioni o quote non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione.

 

La società per essere definita start-up deve possedere seguenti requisiti: –  la maggioranza del capitale sociale e dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria deve essere detenuto da persone fisiche al momento della costituzione e per i successivi 24 mesi; –  la società deve essere costituita e operare da non più di 48 mesi; –  deve avere la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;  – il totale del valore della produzione annua, a partire dal secondo anno di attività, non deve superare i 5 milioni di euro; –  non deve distribuire o aver distribuito utili; –  deve avere quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;  – non deve essere stata costituita per effetto di una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.   Inoltre, la start-up deve soddisfare almeno uno dei seguenti criteri: 1.sostenere spese in ricerca e sviluppo in misura pari o superiore al 20 per cento del maggiore importo tra il costo e il valore della produzione; 2.impiegare personale altamente qualificato per almeno un terzo della propria forza lavoro; 3.essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa ad una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografica di prodotto a semiconduttori o a una varietà vegetale direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività di impresa.   Le società già costituite per essere considerate start-up innovative, devono presentare, entro 60 giorni dalla data di conversione in legge (quindi entro il 16 febbraio 2013), tramite autocertificazione del legale rappresentante,  attestare il possesso dei requisiti di legge.

Sezione speciale del Registro Imprese Viene istituita un’apposita sezione del Registro delle imprese con l’iscrizione obbligatoria per le start-up innovative e gli incubatori certificati al fine di poter usufruire dei benefici introdotti dalla normativa e nel contempo garantire la massima pubblicità e trasparenza.

  In materia fiscale la normativa prevede che:

1. l’esenzione totale dal reddito di lavoro dipendente per quel che riguarda l’importo degli strumenti finanziari (o del loro corrispettivo valore in denaro), assegnati dal titolare di tali nuove imprese ai propri amministratori, dipendenti, o collaboratori (art.27 co.1-3).

Tale incentivo opera a condizione che i medesimi strumenti finanziari non siano riacquistati successivamente dalla stessa “start up innovativa”. Nel caso in cui non venga rispettata questa condizione, il reddito di lavoro precedentemente “agevolato” verrà ripreso a tassazione nel periodo d’imposta in cui avviene la cessione.  La citata esenzione si applica con riferimento agli strumenti finanziari attribuiti dopo la data di entrata in vigore della legge 221/2012, di conversione del “Decreto Sviluppo 2” (ossia dopo il 19 dicembre 2012);

2. la non concorrenza alla formazione del reddito complessivo degli strumenti finanziari emessi a favore dei soggetti che apportino opere o servizi nelle “start up innovative” (art.27, co.4). In ogni caso, le plusvalenze derivanti dalla cessione onerosa di tali strumenti vengono assoggettate a tassazione nei modi ordinari (art.27, co.5);

3. per i periodi d’imposta 2013, 2014 e 2015, l’introduzione di (art.29): – una detrazione IRPEF (a favore dei contribuenti IRPEF), nel limite massimo di 500 mila euro per ciascun periodo d’imposta, applicabile sugli somme investite nel capitale sociale delle “start up innovative”.

La misura della detrazione è pari al: − 19% degli importi investiti in “start up innovative” senza ulteriori caratteristiche; − 25% degli investimenti in “start up innovative” che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico

Tale agevolazione si cumula con altre detrazioni IRPEF eventualmente spettanti al contribuente. L’eccedenza non detraibile nel periodo d’imposta di riferimento può essere riportata nei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il terzo.

Si decade dal beneficio nell’ipotesi in cui l’investimento non venga mantenuto per almeno 2 anni. In particolare, in caso di cessione, anche parziale, dell’investimento, il contribuente deve restituire l’importo già detratto, comprensivo degli interessi legali;

-  un’esenzione IRES (a favore dei soggetti IRES) della somma investita nel capitale sociale della “start up innovativa”, entro il tetto massimo, per ciascun periodo d’imposta, di 1,8 mln di euro. Per tale fattispecie, la deduzione è riconosciuta in misura pari al: − 20% degli importi investiti in “start up innovative” senza ulteriori caratteristiche; − 27% di quanto investito in “start up innovative” che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico.

Anche in tal caso, viene prevista la decadenza dall’agevolazione ove l’investimento non venga mantenuto per almeno un biennio, con il conseguente recupero a tassazione dell’importo dedotto, comprensivo degli interessi legali. Al fine di evitare distorsioni del sistema, è stato previsto che l’agevolazione non operi nei confronti né delle “start up innovative”, né degli organismi di investimento collettivo del risparmio o altre società che investano prevalentemente in imprese “start up innovative”. In sostanza, l’esenzione IRES del 20%-27%, viene riconosciuta esclusivamente a soggetti che investano “occasionalmente” in tali imprese neo-costituite. Viene prevista l’emanazione di uno specifico decreto del MEF recante le modalità attuative di tali agevolazioni (art.29, comma 8). In ogni caso, l’efficacia delle stesse viene subordinata all’autorizzazione della Commissione europea, richiesta a cura del Ministero dello sviluppo economico (art.29, comma 9);

4. la non applicabilità, per le nuove imprese, della disciplina delle società di comodo e delle società non operative (art.26, co.4);

5. l’esonero per la “start up innovativa” dal versamento dei diritti di bollo e di segreteria dovuti per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel registro delle imprese (art.26, co.8);

6. il riconoscimento di un credito d’imposta  ai fini delle imposte sui redditi, pari al 35% dei costi sostenuti, nel limite massimo di 200.000 euro annui, per l’assunzione di personale altamente qualificato a tempo indeterminato (ivi compreso quello assunto con contratti di apprendistato) nella “start up innovativa”, secondo modalità semplificate stabilite nel medesimo “Decreto Sviluppo 2” (art.27-bis).  

 

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