Novita’ per srl semplificate, srl ordinarie e start up innovative

Il Decreto Legge 28 giugno 2013 n. 76, il cd “Decreto sul lavoro” (pubblicato sulla G.U. n. 150 del 28-6-2013), ha modificato l’articolo 2463- bis c.c. relativo alle s.r.l. semplificate, abolito le s.r.l. a capitale ridotto e modificato la disciplina delle start-up innovative semplificando e ampliando i requisiti per l’accesso al regime di agevolazioni. Novità sono state introdotte anche per le srl ordinarie.

 

In particolare la s.r.l. a capitale ridotto è stata abolita e assorbita dalla s.r.l. semplificata.

Le srl a capitale ridotto, già iscritte al registro imprese alla data di entrata del decreto, sono qualificate srl semplificate.

Per le s.r.l. semplificate:

- è stato eliminato il limite di età dei 35 anni; di conseguenza la stessa potrà essere costituita da persone fisiche di qualsiasi età;

- gli amministratori potranno essere anche soggetti non soci;

- soppresso il divieto di cessione di quote a soggetti di età superiore a 35 anni; quindi diventa libera la cessione di quote fra persone fisiche di qualsiasi età.

Per tutte le srl semplificate opera, come è noto,l’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria per l’istanza di iscrizione nel Registro Imprese dell’atto costitutivo (art. 3 del DL 1/2012).

Per le start up innovative è stato modificato l’art. 25 del D.L. 179/2012.

In particolare, quanto ai requisiti cumulativi:

- è stato eliminato il requisito della detenzione da parte dei soci persone fisiche della maggioranza delle quote o azioni al momento della costituzione e per i ventiquattro mesi successivi.

Pertanto, la partecipazione alla start-up può essere detenuta in maggioranza anche da persone giuridiche sin dal momento della costituzione della società.

Quanto ai requisiti alternativi:

- è stata ridotta la percentuale delle spese in ricerca e sviluppo; dal 20% passa al 15%;

- con riferimento al requisito dell’impiego di personale altamente qualificato è stata introdotta la possibilità, in aggiunta alle previgenti ipotesi, di impiegare, nella misura di almeno 2/3 della forza lavoro complessiva, personale dipendente o collaboratori in possesso della laurea magistrale;

- con riferimento al requisito della “privativa industriale” è stato inclusa la titolarità dei “diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore.

Per le start-up innovative, un importante novità è stata introdotta anche dall’art. 9, comma 16-ter) del decreto legge n. 76/2013 che ha esteso fino all’anno 2016 la possibilità di beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dal D.L. n. 179.

Si ricorda, a questo proposito, che l’art. 29, comma 1 del D.L. n. 179/12 ha previsto l’applicabilità di una detrazione del 19% dall’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche per le somme investite nel capitale sociale di una o più start-up innovative, direttamente ovvero per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio che investano prevalentemente in start-up innovative.

Analogamente, il comma 4 dello stesso articolo ha previsto la non concorrenza ai fini del reddito d’impresa dei soggetti IRES diversi dalle start-up innovative, del 20% delle somme investite nel capitale sociale di una o più start-up innovative direttamente ovvero per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio o altre società che investano prevalentemente in start-up innovative.

Per le start-up a vocazione sociale (come definite dall’art. 25, comma 4 del D.L. n. 179/12) e per le start-up che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico, la detrazione è pari al 25% e la deduzione al 27%.

Srl ordinarie

Nell’ambito delle Srl ordinarie il decreto legge n.  76 ha previsto che il capitale sociale può essere fissato in misura anche inferiore a 10.000 euro e pari ad almeno 1 euro e pertanto tale previsione viene generalizzata e non limitata esclusivamente alla srl semplificata.

In questa ipotesi i conferimenti devono essere effettuati esclusivamente in denaro e versati per intero alle persone cui è affidata l’amministrazione della società.

Le società costituite con capitale sociale inferiore ai 10.000 euro hanno l’obbligo di formare una riserva legale accantonando almeno un quinto degli utili netti risultanti dal bilancio regolarmente approvato fino a che la riserva non abbia raggiunto, unitamente al capitale sociale, l’ammontare di 10.000 euro. La riserva legale così formata può essere imputata esclusivamente al capitale o a copertura di eventuali perdite e, se per qualsiasi ragione viene diminuita, scatta l’obbligo di reintegrazione.

Da ultimo viene stabilito che, alla sottoscrizione dell’atto costitutivo, i conferimenti in denaro siano versati all’organo amministrativo e non più presso una banca. Inoltre, nell’atto devono essere indicati i mezzi di pagamento.

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